Da Saliceto a Gottasecca
(Km 12,54)
Dalla piazza del Municipio (m 389 s.l.m.)
si segue la statale che attraversa il paese e si imbocca a
destra via Moizo.
Dopo poche centinaia di metri, si piega decisamente a sinistra,
verso la collina sovrastante.
La strada sale con tornanti fino a raggiungere alcune cascine
presso le quali ha termine l'asfalto,
(Km 2,4).
Su inghiaiata si segue la cresta della collina fino al caratteristico
pilone votivo "della Madonnina"
posto sulle stratificazioni rocciose affioranti in quel tratto.
Dopo pochi metri si abbandona l'inghiaiata fin qui percorsa
per imboccare, a sinistra, un più antico tracciato,
caratterizzato da un lastricato irregolare, per un brevissimo
tratto di salita (3,33),
Un lungo tratto pianeggiante nel bosco consente di raggiungere
ampi prati, molto belli dal punto di vista panoramico.
Giunta ad un quadrivio lo si attraversa, proseguendo sulla
cresta e reimmergendosi nel bosco.
Ci si mantiene sulla strada più evidente (numerose
diramazioni sono state create per il taglio del legname) e,
piegando a sinistra, si raggiunge in breve una più
battuta inghiaiata.
Il sentiero prosegue a destra e sale fino a portarsi negli
estesi pascoli della cascina Baraccone, con il suo solitario
pilone votivo ( Km 5,7).
Al successivo bivio si imbocca la stradina che prosegue a
sinistra e, sempre trascurando alcune deviazioni, si raggiunge
in breve un quadrivio poco marcato (Km 6,33). Si segue il
sentiero che parte a sinistra e, in leggera dicesa, si supera
a mezza costa il Bricco Baraccone. E' necessaria qualche prudenza
nell'ultimo tratto( se si percorre il sentiero a cavallo o
in montain bike) a causa di alcuni "gradini" sassosi
.
In breve si sbuca sul colle dominato dall'edicola votiva detta
"delle Quattro Vie"(Km 7,05), punto di passaggio
tra le valli Bormida ed Uzzone.
Attraversato l'asfalto si passa proprio di fronte al pilone
e si segue la strada inghiaiata che, dopo pochi metri di discesa,
sale lievemente fino a portarsi ad una caratteristica "selletta".
Il sentiero prosegue a destra, sullo sterrato, mantenendosi
nel bosco e risalendo, al primo bivio, in prossimità
della cresta con un tratto spesso fangoso.
Un lungo falsopiano tra castagni e radi pini e, sul finire,
tra cerri rovelle, consente di guadagnare nuovamente alcuni
coltivi.
Si scende verso sinistra fino ad inoltrarsi (anche in questo
caso con qualche attenzione) in un bel castagneto da frutto.
Lo si supera per proseguire, ad un bivio poco evidente, verso
destra; attraverso un piccolo rio, si sbuca, dopo una deviazione
a sinistra, negli ampi spiazzi che fanno da corona all'antico
santuario della Madonna di Gottasecca.
Una sosta per godere la tranquillità del luogo è
quasi d'obbligo: si raggiunge quindi il sacro edificio, approfittandone
per rifornirsi di acqua alla fontana adiacente (Km10,2). E'
necessario ritornare sui propri passi fino al bivio sulla
cresta; si sale quindi verso sinistra e sempre su asfalto,
per alcune centinaia di metri e, passato un pilone votivo,
si scende lievemente fino a raggiungere le case del piccolo
centro di Gottasecca. Si attraversa la circonvallazione e,
tra due file di case si arriva sulla piazza del paese (fontana-
m 710 s.l.m - Km 12,25).
Da Gottasecca a Prunetto
sviluppo del tratto Km 7,5
sviluppo complessivo Km 19,75
Dalla piazza di Gottasecca ci si inerpica
sulla stradina che porta al cimitero: poco prima dell'ingresso
di quest'ultimo si segue la carareccia che si dirama a sinistra.
In questo tratto del "sentiero della valle Bormida"
la Comunità Montana ha localizzato uno dei "Percorsi
natura". La descrizione dettagliata delle singole entità
botaniche ( individuabili con l'aiuto dei pali numerati) consente
agli ercursionisti di conoscere in modo più approfondito
la flora caratteristica di questo particolare ambiente .Una
deviazione di carattere storico: imboccando al primo bivio
la diramazione a destra si potrà inoltre raggiungere
il cocuzzolo su cui sorgono i ruderi dell'antico castello.
Tornati sui propri passi si segue la sterrata che, superato
un quadrivio in prossimità di un serbatoio dell'acquedotto,
prosegue pianeggiante verso sinisra. Si tralascia la diramazione
che sale sul bricco per continuare il cammino verso destra
e, raggiunta la cresta, in una rada pineta scendere fino ad
un incrocio con la strada asfaltata per Prunetto (Km 13,45).
Si segue quest'ultima che permette, dapprima in piano, poi,
superato il pilone, con una accentuata salita , di raggiungere
il Bricco della Colma, splendido punto panoramico sull'alta
Valle Bormida (Km 14,9).
Si abbandona l'asfalto per piegare decisamente a destra, sulla
sterrata pianeggiante che si inoltra nel Bosco dei Faggi,
particolarmente suggestivo nonostante i molti "tagli"
operati in questi ultimi anni. E' l'ultima località
dell'Alta Langa in cui i faggi prevalgono: una volta molto
più comuni, questi splendidi alberi sono spesso relegati,
in pochi esemplari isolati, nei valloni più umidi.
Si attraversa tutto il bosco per uscirne in prossimità
della località Piani, con un'ampia ed improvvisa visuale
sulla sottostante Valle Uzzone e sul castello di Prunetto,
posto sulla collina di fronte.
Si piega a sinistra, scendendo fino alla prima cascina e,
passati nel cortile, si divalla su asfalto fino alla sucessiva
frazione . Da questo punto la strada si snoda a sinistra scendendo
lievemente nel bosco e, aggirata tutta la testata della valle,
punta direttamente sulle case di Prunetto.
Giunti "sopra" il parcheggio di una trattoria, si
piega a destra per scendere di fronte alla chiesa parocchiale
(fontana- m. 672 s.l.m. - Km 19,756).
Da Prunetto a Bergolo
Sviluppo del tratto km. 9,25
Sviluppo complessivo km. 29
E' necessario percorrere un breve tratto della
provinciale verso Levice ( 250 metri circa) per imboccare,
a sinistra, una viuzza che, tortuosa ed erta, porta allo splendido
castello ed al suo arco d'ingresso, dominanti sulla sommità
della collina (m. 750). Edificato dai marchesi Del Carretto
è stato recentemente oggetto di un meritato restauro.
Attualmente è di proprietà del Comune ed è
visitabile ( apertura: domenica e su prenotazione ). Con la
vicina chiesa, romanica di fondazione e dedicata in origine
a San Lorenzo, costituisce uno dei più bei complessi
monumentali delle Langhe.
Passati di fronte all sacro edificio, si scende fino a riguadagnare,
nei pressi della frazione Serra, la provinciale per Levice;
questo tratto non consente di evitare l'asfalto, correndo
sulla sommità dell'ampia cresta: è reso però
meno monotono dalla possibilità di ammirare un panorama
veramente grandioso. Raggiunta un'ampia area di sosta ( fontana
- Km 22,2 ) la si supera e, al quadrivio immediatamente successivo,
si sale sulla stradina al centro seguendo le indicazioni per
"Bricco". Dopo circa 400 metri si svolta a sinistra
in uno slargo e si segue una stradina sterrata ( poco evidente
) che passa tra due cortine di alberi. Si costeggiano alcuni
coltivi e si sbuca su di una strada inghiaiata. Pochi metri
di discesa a sinistra consentono di raggiungere un bivio poco
a monte della bella Cascina Coste, isolata tra ampi pascoli
e giovani conifere. Trascurata la strada che porta alla cascina,
si sale a destra sulle pendici del Bricco delle Forche, fino
alla cresta. Si procede a sinistra, inoltrandosi su inghiaiata
nel bosco che ne corona la dorsale, per un lungo tratto pianeggiante.
E' necessario affrontare un ripido strappo e, con qualche
saliscendi sulla dorsale, raggiungere il panoramico Pian della
Croce. Trascurando alcune diramazioni che scendono a cascine
isolate nelle vallate , un tratto di rotabile asfaltata porta
ad un quadrivio (Km 24,45 ). Si attraversa l'asfalto e, nuovamente
su inghiaiata, si segue la cresta della collina; dopo un bivio
si affronta una salitella ed un lungo e panoramico falsopiano
e si scende fino ad una marcata sella, poco sopra le case
di Levice (Km.28,04 - in mountain bike quest'ultimo tratto,
sconnesso, richiede qualche attenzione).
Si sale a destra per pochi metri quindi, senza ulteriore dislivello,
si attraversa un bel castagneto e, proseguendo a sinistra
ad un bivio, si sbuca tra i coltivi in prossimità del
Bricco Massimino, dominato da una cascina isolata.
La strada si fa più ampia e con una veloce discesa
raggiunge l'abitato di Bergolo nei pressi degli impianti sportivi
comunali e del piccolo campeggio. Ancora pochi metri ( in
senso vietato ) e si guadagna la piazzetta del paese ( fontana
- m. 616 - Km 29 ). Vale la pena di effettuare una breve deviazione
per raggiungere la chiesetta romanica dedicata a San Sebastino,
posta in uno splendido punto panoramico.
Da Bergolo a Cortemilia
Sviluppo del tratto Km 5
Sviluppo complessivo Km 34,6
Tornati sulla piazzetta del paese è
necessario seguire la provinciale che scende a Cortemilia
per circa 500 metri.. Nella prima curva si ritrova a destra
l'itinerario segnalato che, passate le case Vola, si porta
sulla cresta . Al primo bivio si prosegue a sinistra e ,
trascurata la ripida sterrata che porta verso il Bricco
delle Forche, si scende su inghiaiata fino alla cascina
Fontana ( anticamente cascina Vicario). Passati davanti
al portone si piega immediatamente a destra e con un lungo
traverso, si taglia tutta l'ampia conca per scendere infine
verso un caratteristico bricco, contraddistinto da una rada
pineta. Pochi metri prima di raggiungere una selletta è
necessario imboccare un sentiero poco evidente che si stacca
a sistra ( Km. 30,9), immergendosi nel bosco. Questo tratto,
molto bello, ha termine in prossimità di una cascina
isolata; si sale per pochi metri sulla strada inghiaiata
fino ad incontrare, subito dopo la recinzione, una sterrata
che scende a destra. Da questo punto l'itinerario escursionistico,
pur seguendo l'antica via di collegamento, si fa più
impegnativo, in particolare per chi lo percorre in bicicletta
o a cavallo: è infatti abbastanza ripido e con tratti
dal fondo pietroso. E' possibile raggiungere Cortemilia,
più agevolmente, mantendosi sulla strada inghiaiata
fino ad una cascina e, da questa, su asfalto, scendere fino
alla provinciale. Chi è in possesso di una buona
tecnica di discesa può imboccare il ripido sentierino,
piegare a sinistra dopo pochi metri e seguire il filo di
cresta, ai bordi del bosco, fino al termine del pianoro.
Il viottolo entra nel fitto degli alberi e, piegando a sinistra,
scende fino ad incontrare un piccolo rittano. Lo si attraversa
e si procede in piano costeggiando un bel muretto a secco:
in questo tratto posono essere presenti piccoli smottamenti.
Passati alcuni terrazzamenti coltivati a vite si affronta
una discesa pietrosa e si raggiunge una strada bitumata.
La si segue a sinistra fino ad incontrare, dopo circa 30
metri, una sterrata che scende a destra. Questa consente
di perdere rapidamente quota verso Cortemilia: ancora a
destra, ad un bivio non molto evidente, su un fodo sassoso
( spesso rovinato dallo scorrere delle acque), e con un
lungo traverso si raggiungono le case di Cortemilia. Una
inghiaiata ed un tratto di asfalto tra i condomini portano
alla provinciale abbandonata a Bergolo. La si può
attraversare e, infilandosi in una stretta viuzza pedonale,
sbucare direttamente nella centralissima Piazza Savona (m.
250 s.l.m. - Km. 34,6 ).
Sentiero del Partigiano Jhonny
Sviluppo complessivo Km 13,6
Premessa
Per raggiungere la cascina del Pavaglione
da Alba si percorre corso Langhe in direzione di Cortemilia
- Savona fino alla località Manera di Benevello.
Al quadrivio si seguono a sinistra le indicazioni per Mango
d'Alba per un chilometro (è possibile parcheggiare
l'auto in località Montemarino, dietro la chiesetta,
se volete raggiungere il Pavaglione a piedi): si imbocca
a destra la strada pianeggiante seguendo l'indicazione per
San Bovo, minuscola frazione di Castino.
Raggiunta la località Pavaglione si imbocca la stradina
che si inoltra tra le case (bacheca): la cascina del Pavaglione
è il lungo edificio sulla sinistra, che costeggia
la strada.
L'itinerario escursionistico denominato "Il Sentiero
del Partigiano Johnny" permette di raggiungere San
Donato di Mango attraversando i due rittani di S. Elena
e dell'Annunziata; è attualmente segnalato con bandelle
bianco-rosse e, nel tratto centrale, con indicazioni in
legno.
Ripercorre idealmente i luoghi della fuga del partigiano
Johnny, descritta nell' omonimo romanzo da Beppe Fenoglio,
ambientato proprio su queste colline di Langa.
In alternativa è possibile seguire il sentiero che
percorre la cresta della collina e che unisce la cascina
Langa alla frazione di San Bovo di Castino; se si vuole
raggiungere Cascina Langa, luogo fenogliano per eccellenza,
dal Pavaglione si seguono le tacche rosso-gialle sullo sterrato
che sale proprio di fronte all' ingresso; se si vuole raggiungere
San Bovo , dopo essere tornati al bivio tra le case, si
segue lo sterrato in piano che passa di fronte ad una casetta
ristrutturata.
Il Sentiero del Partigiano Johnny
Superato l'ingresso del Pavaglione si percorre
la stradina pianeggiante (asfaltata per un breve tratto)
che si inoltra nel bosco di radi pini. Dopo poche decine
di metri, ginti ad un bivio, si scende a destra nella vegetazione,
si costeggia una prima radura e, al suo termine, si scende
a destra nel bosco. Superata la successiva radura si scende
fino a raggiungere un incrocio nel fitto del castagneto.
Seguendo la strada verso sinistra (tacche rosse e gialle)
si raggiunge il Pilone del Chiarle; il nostro percorso prosegue
invece a destra guadagnando in breve un'ultima radura, ennesimo
coltivo abbandonato, sovrastata dalle cascine di Serra dei
Pini (a sinistra, color salmone) e Serra, più in
basso a desta. Si costeggia la radura verso destra, su sentiero
meno evidente, entrando nuovamente nel bosco e percorrendo,
in leggera salita, un lungo tratto del versante, caratterizzato
da un castagneto ceduo, fino a raggiungere la cascina Baracchi.
Pur ridotta ad un rudere, riesce a comunicare molto sulla
durezza della vita di un tempo, descritta da Beppe Fenoglio
nelle pagine del romanzo "La malora", anch'esso
ambientato in questo angolo di Langa. Si costeggiano gli
edifici in pietra e, dopo un breve tratto di sentiero dal
fondo fangoso, data la presenza di numerose sorgenti, il
viottolo torna a farsi più evidente; in breve si
raggiunge, in una curva, la strada sterrata che scende dalla
frazione San Bovo. La si segue a sinistra, in discesa, tra
i vecchi recinti di un allevamento ovino. Al primo bivio
si sale a destra ed al successivo (inconfondibile per un
palo della linea elettrica) si scende invece a sinistra.
Si prosegue per un tratto ricco di curve, mantenendosi sul
tracciato più evidente, fino ad uscire dalla vegetazione
nei pressi di un grande prato: proprio di fronte si staglia,
sul cocuzzolo, la chiesetta di S. Elena. Per raggiungerla
si piega a sinistra, abbandonando al bivio la stradina percorsa
fino a questo punto, verso le vicinissime case di cascina
Cascina: l'ampio cortile è stato attrezzato per un
momento di sosta. Lo si attraversa e si piega a destra,
seguendo un sentiero poco evidente che scende nel pioppeto.
Si procede verso sinistra, in piano, per tornare a scendere,
tra la fitta vegetazione, verso il fondo del vallone. Giunti
di fronte ad una evidente rocca, con un ultimo tratto più
ripido e fangoso (che richiede un minimo di attenzione)
si raggiunge il Rio di S. Elena. Superato il modesto guado,
si risale l'opposto versante del vallone con il sentiero
(in un paio di tratti opportunamente protetti) a picco sul
corso d'acqua. In breve si raggiungono i coltivi posti sotto
la case Signognia e si guadagna una stradina asfaltata:
la si segue a sinistra, per pochi metri, fino al bivio per
S. Elena (indicazione); si piega a destra e, sempre su asfalto,
si raggiungono le case della frazione. Seguendo la sterrata
tra i terrazzamenti vitati, con un ultimo strappo nella
vigna si raggiunge la chiesetta, posta sulla sommità
della collina,in posizione dominante sulla valle Belbo.
Si lascia la chiesetta alle proprie spalle, scendendo dal
cocuzzolo e si percorre la stradina che, costeggiando l'ampio
vigneto, segue sinuosa la cresta della collina, per salire
al culmine della dorsale con un ripido strappo. Si scende
al successivo colletto e, abbandonando la cresta, a destra
su sterrata, si perde quota fino all'incrocio con una strada
inghiaiata. Si piega ancora a destra, scendendo fino alle
case Braida e, sempre su inghiaiata, si percorre in leggera
discesa un lungo tratto nel bosco. E' necessario imboccare
un viottolo sterrato a sinistra, poco evidente, che nel
primo tratto pare voler tornare verso la testata della valle.
La stradina perde quota lentamente: la si abbandona per
un sentiero, a destra, che, con un paio di curve, consente
di raggiungere il fondovalle (l' ultimo tratto richiede
qualche attenzione, in particolare in caso di terreno scivoloso).
Superato il Rio dell'Annunziata (guado) ci si ritrova su
di una strada sterrata (che permette di raggiungere l'abitato
di Rocchetta Belbo), a pochi metri dalla strapiombante Rocca
Croera. Si affronta il versante opposto del vallone con
una traccia di sentiero (delimitata da protezioni) che risale
il ripido pendio, immergendosi nel fitto della vegetazione,
fino a raggiungere l'antico percorso, più marcato,
che sale tra i pini, verso destra. Raggiunto un nuovo, spettacolare
risalto lo si aggira salendo verso sinistra, con alcuni
gradoni che sfruttano gli strati rocciosi e, costeggiandone
il margine superiore (protezioni), si supera un deposito
di materiali per raggiungere una strada asfaltata. La si
segue a sinistra fino ad un bivio, dove si sale a destra
sulla stradina panoramica che porta alla cascina Croce.
Si supera il cortile e, imboccata una sterrata pianeggiante,
la si percorre fino al primo bivio, dove si sale a sinistra
sull'ampia sterrata che segue la dorsale della collina.
Si costeggia una vigna, con un tratto molto panoramico e
si prosegue sulla sterrata che sale lievemente, mantenendosi
poco sotto la dorsale (trascurando le stradine che salgono
a destra) per percorrere un ampio anfiteatro, splendido
nel periodo della fioritura delle numerosissime ginestre.
Dopo una curva, si abbandona la strada all'imbocco del cortile
di una cascina, recentemente ristrutturata; per scendere
a sinistra, su di sentiero che, percorso un filare di una
piccola vigna, giunge ad una stradina asfaltata. La si deve
seguire verso destra e, superati un paio di panoramici tornanti,
si riguadagna la cresta della collina in località
Pian, costeggiando le case tra vigneti e noccioleti. Si
continua sul filo dell'ampia dorsale, fino alle pendici
del Bric di Badin. Si abbandona l'asfalto subito dopo un
bivio per affrontare a destra, puntando alla sommità
della collina, un ripido sterrato; qui giunti è consigliabile
un momento di sosta per ammirare il panorama, sconfinato
nelle giornate più limpide (e per riprendere fiato).
Per raggiungere la frazione di San Donato è necessario
seguire, verso destra, la dorsale pianeggiante, con il sentiero
che, dopo aver costeggiato un campo incolto, si addentra
in un boschetto di pini e di ginepri. Una sinuosa discesa
ed un ultimo tratto pianeggiante consentono di raggiungere
la Cappella degli Alpini (m. 645, area di sosta) con il
panorama che si apre sulla Bassa Langa e sulle Alpi. Le
case di San Donato, frazione di Mango d'Alba, sono a circa
800 metri e si raggiungono scendendo sulla stradina a destra
e seguendo poi l'asfalto.
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